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Negli ultimi mesi la mia "attività escursionistica" ha avuto un'evoluzione, ho cambiato il mio approccio e il modo di relazionarmi alla montagna, alla Lessinia in particolar modo.

Parlando con diversi affezionati al blog sembra però agli occhi di molti più un'involuzione! In effetti non più km di sentieri messi sotto ai piedi,  pochi itinerari da condividere sul blog, nessuna nuova traccia gps da scaricare. 
Dati oggettivi alla mano sembra proprio così, ma lo è veramente?


La fotografia si sposa bene all'escursionismo, abbini la passione del camminare in Lessinia con quella di fotografare cosa vedi passo dopo passo. Le due cose possono andare tranquillamente a braccetto.


Fino a poco tempo fa per me l'importante era quindi camminare, andare, vedere e scoprire. La camminata oltre a essere una valvola di sfogo dallo stress quotidiano assumeva spesso i profili di un gesto atletico. La macchinetta fotografica era più un ammenicolo che mi portavo appeso al collo che fungeva da strumento per documentare, per fare foto ricordo della camminata fatta e null'altro.

Camminavo e mi guardavo attorno, ma non osservavo.  Uscire e guardare con "occhio fotografico" invece è tutt'altra cosa. Acquisisci più consapevolezza di quello che ti circonda, capisci che un'alba e un tramonto non sono mai identici, mai banali, e che gli stessi luoghi visti e rivisti un migliaio di volte assumono aspetti molto diversi al variare della luce. 

un tramonto in Lessinia


Da Revolto per la direttissima 108B. Rientro per Bocchetta Mosca attraverso il sentiero 109. Dal rif. Scalorbi discesa a Malga Campobrun e di nuovo per il 109 e sentiero 186 (ex 286).

Lunghezza: 13,4 km
Dislivello: m.904
Quota massima: m.2255
Ascesa accumulata: 945
Tempo medio di percorrenza: 5h circa,  escluse soste


Bellissimo vedere l'alba dal Carega, non avevo ricordi.
Sarà pure dura, specie se si viene da una nottata in cui si fa il dritto, ma vedere il giorno che nasce ripaga senza dubbio le ore di sonno mancate, e non solo, camminare e raggiungere la cima con un bel tappeto di stelle sopra la testa è una bella emozione.


Alle 2:45 siamo tutti al Revolto, puntuali e sincronizzati come stabilito. I soliti pochi intimi, non amo camminare in gruppi numerosi, e stavolta c'è pure anche l'ottima compagnia di Roberto.
L'itinerario è noto e conosciuto a tutti, dopo aver superato il Pertica salire per la direttissima, il sentiero 108B.


tratto da L'Arena del 18/07/2012 , articolo scritto da B.P.   Vai all'articolo

Nei «busoni» di cima Borghetto Anderloni ha fatto tornare in vita chi ha combattuto in guerra.

L´attore e regista ha mostrato l´umiliazione dell´uomo, l´impoverimento fisico e mentale nel periodo bellico.

La Grande Guerra. Già, la grande guerra! 
Strade e piazze intitolate a comandanti e generali che non hanno esitato a sparare su giovani che, a loro dire, avevano mancato di rispetto, hotel e caffè in cui racconti e retorica non avevano nulla a che fare con la realtà, proclami che tradivano i pensieri. 

Una guerra grande nelle falsità, nelle bugie propinate da giornali compiacenti, nei massacri di ragazzi che, se non venivano uccisi dal cosiddetto nemico, venivano assassinati da chi si inorgogliva del loro sangue. Una guerra grande nelle privazioni, nei sacrifici di tanti giovani immolati, nelle condizioni miserande della vita nelle trincee e nelle gallerie affacciate sulle valli da presidiare.

Da S.Giorgio per Passo Malera, Pertica, Costa Media sent. 108 e rientro per la direttissima.



Distanza con altiduni: 16,9 Km
Dislivello: m. 759
Quota massima: m. 2259
Tempo medio di percorrenza: 5h escluse soste



Era da un po' che non andavo sul Carega, la montagna per eccellenza dei veronesi,  così qualche sabato fa, visto anche la splendida giornata che si preannunciava ne ho approfittato.

Partenza da San Giorgio di prima mattina verso le 6 in modo da camminare nelle ore più fresche e di stare un po' più in solitaria.

Per raggiungere Cima Carega e il Rif. Fraccaroli in breve tempo, a meno che non avete una camminata bella spedita,  non ci sono molte alternative, o scegliete la direttissima oppure il sentiero 108 della Costa Media  conosciuto anche come quello delle creste.  Io ho optato per quest'ultimo, un sentiero in molti tratti  impegnativo per il dislivello che copre in pochi metri percorsi, ma che una volta arrivati in quota permette di godere di una vista che non ha eguali.
Lo consiglio solo a chi è allenato e ha buone gambe, oppure ha tempo per prendersela con tutta la calma necessaria.

Panoramica dalla Costa Media
dal Revolto per il rif. Scalorbi e a Cima Carega col sentiero 192, ritorno per Bocchetta Fondi sul sent. 109.



Lunghezza: 16 km
Dislivello: m.807
Quota massima: m.2237
Tempo medio di percorrenza: 6h  escluse soste


Si tratta di un bel itinerario specialmente per lo scenario che si gode nel tratto del ritorno in zona dell'Obante.

L’andata di questo percorso è la via classica per salire a Cima Carega proveniendo dalla Valle di Revolto. Si tratta del sentiero 109 che dal Rifugio Revolto, dove si lascia l’auto,  conduce su facile mulattiera, per non dire che è una vera e propria autostrada anche per l’afflusso di gente che la solca, dapprima al Passo Pertica con il relativo rifugio accanto,  e infine al rifugio Scalorbi.




Dal Scalorbi in poi si può finalmente godere quello che è un po’ lo scenario tipico delle dolomiti, e anche se queste sono nominate solo “Piccole” penso che sarete d’accordo sul fatto che il Carega non ha nulla da invidiare alle altre cime dolomitiche ben più blasonate.


Dalla Casa Forestale o rifugio Boschetto per il sentiero 276 nella Valle del Diavolo, per Passo Tre Croci al rifugio Scalorbi e ritorno per il Vallone di Campobrun sul sentiero E5.

Lunghezza: 11 km
Dislivello: m.865
Quota massima: m.1897
Tempo medio di percorrenza: 4h escluse soste

Questo itinerario è uno dei miei preferiti per arrivare in zona Scalorbi evitando la monotona e generalmente affollata strada forestale che sale dal rifugio Revolto.

Qui vi descrivo un bellissimo giro ad anello che dalla Casa Forestale o dal vicino rifugio Boschetto, sale la Valle del Diavolo per arrivare al Passo Tre Croci, raggiunge il Rifugio Scalorbi e poi scende per il famoso sentiero E5 che entra nel vallone di Campobrun.

E' un giro ideale per chi non ha il tempo a sufficenza per raggiungere la Cima Carega ma vuole comunque godersi quanto di bello ha da offire questa montagna senza per forza raggiungre la cima e il rifugio Fraccaroli.

Anche in questo caso sveglia mattutina per essere di ritorno ad ora di pranzo, a percorrere l'intero giro si impiega infatti a passo normale 4 ore senza alcuna sosta.

Stavolta, dato che camminare in montagna è bello ma farlo con le persone giuste è ancora meglio, non avevo voglia di andare in solitaria, ma a chi potevo chiedere alle 23 di un venerdì sera se avevan voglia di unirsi al sottoscritto? mumble mumble.. pensa e ripensa ma si , lancio nell'etere solo 2 sms, indirizzati a colpo sicuro ed ecco fatto. Ska, Tania e Frank a formare il gruppo dei fantastici 4 !!

da Contrada Loke per Malga Terrazzo, passo Zevola ,  Malga Fraselle di Sopra e ritorno per Val Fraselle.


Lunghezza: 11 Km
Dislivello: m. 1080
Quota massima: m. 1856
Tempo medio percorrenza: 4h 30'


Quella che vado a descrivere è una delle tante e classiche uscite che si possono fare sulle montagne veronesi.



Si parte da Giazza, piccola frazione alle pendici del Carega, capitale cimbra per eccellenza .

Si lascia l'auto nei pressi del piccolo parcheggio all'imbocco della Val Fraselle, presso contrada Loke (782 metri), e da questa si sale a piedi lungo la strada asfaltata che da Giazza porta al rifugio Revolto. 
Superato l'Albergo Belvedere, una cinquantina di metri prima della colonia si prende a destra il sentiero segnalato dal CAI col n° 279 per Campostrìn e Terrazzo. 



Questo blog nasce in una notte afosa di agosto, una di quelle notti in cui non trovi un attimo di pace, il sonno non arriva e ti rigiri nel letto in continuazione alla ricerca dell'angolo più fresco del lenzuolo. Sono quelle classiche notti in cui sogni di essere altrove, con la mente sgombera da pensieri, e quando guardando fuori dalla finestra scorgi in lontananza i profili dolci della Lessinia,  illuminati dalla luna piena,  vieni come d'incanto rapito e col pensiero ti immagini di essere là,  a cavalcare quelle fantastiche colline.

La Lessinia, chissà quante volta l'abbiamo percorsa in lungo e in largo, chi a piedi,  chi a cavallo o in montain byke, eppure chi come me ha la passione del GPS se cerca in rete qualche traccia , waypoint o altro trova poco o nulla.
Ecco allora l'idea di questo blog, con la speranza che diventi in futuro un punto di riferimento per chi desidera avvicinarsi a queste splendide prealpi Venete armato del suo gps.
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