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Da Valle delle Sfingi al Rifugio Lausen passando da Croce del Gal e Baito Senotti. Ritorno per Sengio Rosso e Via Cara.

Distanza con altitudini: circa 10 Km
Dislivello positivo: m.517
Quota massima: m. 1340
Tempo medio di percorrenza: 3 h 30 m circa escluse soste


Un classico giretto che faccio spesso con i bimbi quando vogliamo raggiungere il rifugio Lausen.
Percorso quindi adatto anche per chi ha bambini che non brontolano a farsi 10 km circa di camminata totale, ma spezzata magari da un bel pranzo o cena con qualcosa di buono proprio al rifugio Lausen.

Parcheggiamo l'auto a fianco strada ad inizio della famosa Valle delle Sfingi, in alternativa potete lasciare l'auto anche al parcheggio iniziale di Camposilvano (parcheggio a pagamento), il percorso è bene o male quello, avrete qualcosa in più di strada nel ritorno e meno all'andata. 


Per comoda strada bianca iniziamo a dirigerci verso la Valle delle Sfingi , sulla destra a modo di sentinella proprio ad inizio percorso vigila il Fungo. 


Si passa a fianco di Malga Brutto e arriviamo così alla famosa Valle delle Sfingi. Una delle zone più conosciute e tipiche del Parco Regionale della Lessinia, una piccola valletta dove sono presenti numerosi monoliti di roccia calcarea. Migliaia di anni d'erosione degli agenti atmosferici hanno modellato questi blocchi creando una vera e piccola “città di roccia”. 


Lasciamo sulla nostra sinistra Malghe Buse di Sotto e teniamo sempre verso est risalendo il prato erboso,  ricco di crochi in questo periodo . 




Mio figlio per far prima sapendo che sul crinale fronte a noi corre poi il sentiero della "Via Cara" che dovremmo prendere, decide di inerpicarsi per il prato costeggiando il muretto a secco che sale sulla nostra destra. Per chi se la vuole prendere comoda può invece seguire il sentiero (nella traccia gps è presente nel ritorno) e fare la via più comoda che sale un po' più dolcemente e ci ricollega comunque al sentiero poco più a nord. 

Ricongiunti sulla Via Cara , nonché il sentiero 253 prendiamo in direzione sud per scendere verso contrada Kunech. Chi decide inizialmente di parcheggiare l'auto al parcheggio ad inizio Camposilvano arriverà poi esattamente in questo punto a fine strada asfaltata dopo la contrada. 

Qui la strada forestale prosegue in discesa e in pochissimi minuti ci troviamo alla Croce del Gal. Una delle tanti croci presenti in Lessinia, ma di notevole dimensioni in cui si può ancora leggere l'anno 1864 di quando fu realizzata.



Proprio alla croce fronte noi abbiamo la prima deviazione da prendere, si punta sempre in discesa verso est, a sinistra rispetto alla direzione da cui provenivamo e prendiamo il sentiero 251 che si dirige verso Tecchie.
Durante tutto il percorso è comunque sempre ben segnalato come raggiungere il rifugio Lausen.

La strada continua a scendere di dislivello, si percorre sempre parte di tratturi delimitati dalle solite laste di pietra messe a taglio a delimitare il passaggio dei mezzi agricoli dai pascoli. 



Poco prima di arrivare a Tecchie vicino ad un grosso albero troviamo le indicazioni per Lausen dove dobbiamo svoltare ancora una volta alla nostra sinistra puntando verso nord. 
Siamo ad una altitudine di 1116 m, il punto più basso della nostra escursione , da qui in poi ci aspetta un po' di salita da fare.  La strada con alcuni tratti in cemento dove si fa più ripida sale velocemente, fa un paio di tornanti fino ad arrivare nei pressi del Baito Senotti e ci si ritrova così sula stessa dorsale  che risale al Sengio Rosso.


Fronte a noi infatti possiamo notare il nucleo di costruzioni che compongono la Malga Sengio Rosso  da cui passeremo  poi al ritorno. 
Infatti poco dopo qualche centinaio di metri  troviamo  l'indicazione di svoltare e imbocchiamo la stradina che troviamo sulla nostra destra .

La strada scende ancora per un po', per poi riguadagnare leggermente quota per giungere sul pianoro dove si trova il rifugio Lausen .
Camminando ad andatura bimbi ci impieghiamo poco meno di 2h con pause e foto varie varie durane il percorso.

Il rifugio è in una bella posizione assolata , dominante sul territorio a sud di quel che era un tempo il comune di Azzarino. 
Decidiamo di pranzare al rifugio e gustare i piatti tipici del territorio. 
Ai gnocchi di malga ovviamente non si riesce mai a rinunciare, ma prima così giusto per stuzzicare l'appetito un bel tagliere di formaggi e affettati misti dove spicca una giardiniera veramente top!

Sgroppino offerto , vi  consiglio la grappa XXX segreta e ripartiamo.

Percorriamo per un breve tratto la stessa via dell'andata e quando arriviamo alla seconda fila di rulli troverete una freccia di legno senza alcuna indicazione indicare verso destra. Un muro a secco che corre come un serpente sul versante indica la via da prendere. 

E' una deviazione che accorcia di poco e permette di arrivare direttamente al Sengio Rosso, in alternativa potete ritornare sulla dorsale dell'andata e poi risalire per la strada sterrata che risale il crinale da quella via.

Arriviamo così dopo circa 40 minuti alle antiche malghe del Sengio Rosso.

Ci lasciamo il Sengio Rosso alle spalle e proseguiamo sempre in direzione nord risalendo la strada sterrata e arriviamo così  fino a incrociare l'altra strada forestale che taglia perpendicolarmente. A destra si arriverebbe all'altra Malga Sengio Rosso , la Bassa,  ma noi svoltiamo a sinistra in direzione ovest verso Malga Norderi.

Bene o male sempre su strada bianca quasi pianeggiante superiamo la malga, la vicina Croce dei Norderi e dopo circa 20 minuti dal Sengio arriviamo ad un crocevia.  A destra si risalirebbe in direzione dei Parpari, diritto si scenderebbe a Malga Casotti mentre noi dobbiamo svoltare a sinistra per avvicinarci in zona di Camposilvano.

Siamo nuovamente sulla Via Cara , che percorriamo ancora una volta in discesa e passiamo proprio a fianco di Malga Buse di Sopra. 
Si continua agevolmente in discesa gustandoci il bellissimo paesaggio che si vede della Val Sguerza e arriviamo così ad un cancello rosso. 

Superato quello,  dopo circa una 20 di metri troverete sulla vostra destra un sentiero che conduce nuovamente alla Valle delle Sfingi. Per chi  non ha seguito l'idea di mio figlio di tagliare il sentiero è dove sarà passato all'andata.  

Chi non avesse intenzione di vedere la Valle delle Sfingi e magari ha parcheggiato l'auto al parcheggio o nei pressi del Museo di Camposilvano può proseguire dritto e arrivare nuovamente a contrada Kuneck.

Imbocchiamo il sentiero che scende e che ci porta nuovamente nella Valle delle Sfingi e da li a poco  quindi all'auto, una mezzora circa di discesa da Malga Norderi, 1h30 dal rifugio Lausen.
 
Traccia in formato gpx kml

Il percorso


Da San Giorgio a Cima Trappola passando per Passo Malera e infine salita a Castel Gaibana e ritorno.

Distanza con altitudini: 6,6 Km
Dislivello positivo: m.481
Quota massima: m. 1865
Tempo medio di percorrenza: 2 h circa escluse soste


Giretto tranquillo in fuga dalla calura padana. 

Quando Nicola nel primo pomeriggio mi manda un Whatsapp chiedendomi se ce ne andavamo a fare un giretto al fresco non ci ho pensato più di tanto a rispondergli “Sicuramente!” 
Il tempo di organizzare lo zaino e appena sono riuscito a staccare dal lavoro ci siamo trovati a San Giorgio alle 18 in punto come deciso. 
Zaino leggero, niente reflex , niente cavalletto e aggeggi vari, solo cibarie, fornelletto , qualche birra e la frontale. 

Ne è uscito un giro inedito (motivo per cui ho deciso anche di pubblicarlo), nel senso che mi sono reso conto di non aver mai raggiunto Cima Trappola salendo dal Passo Malera, solitamente percorro quel tratto in discesa perché al Trappola ci sono sempre arrivato percorrendo il Vallon oppure scendendo dal Castel Gaibana e risalendo l’ultimo pezzetto di pendio. 
Bello anche averlo percorso in questo orario con pochi escursionisti sul nostro tragitto, ben più numerosi  i camosci invece che abbiamo incontrato. 
Aria frizzantina e luce calda del tramonto. 

Inedito poi perché era da un pezzo che non bazzicavo la zona e ne è spuntato un’attrazione per me nuova, ovvero l’installazione di un obice posizionato in una delle vecchie postazioni d’artiglieria che qui erano presenti durante il conflitto WW1. 


Ma andando con ordine. 

Parcheggiato l’auto nell’ampio parcheggio di San Giorgio si comincia a salire il Valon tramite il sentiero 287 che dopo circa 15 minuti comincia a piegare verso destra per guadagnare quota sul fianco del Castel Malera e portarci così in circa mezzora al Passo Malera a quota 1722. 


Dopo una veloce pausa per goderci il panorama e la vista sulla Bella Lasta, disquisendo sulle sue orme di dinosauro, riprendiamo puntando in direzione nord. Il sentiero ben visibile risale tenendo il fianco della montagna e i resti della vecchia trincea che correva sul crinale. 


In tranquillità arriviamo in un’altra mezzoretta a Cima Trappola a 1865m, è il punto più alto di tutta la Lessinia. Un camoscio quasi sulla vetta ci guarda per nulla impaurito, anzi si è scansato dal sentiero solo quando sarò stato a non meno di 3 metri da lui. 



Impagabile la vista che si ha verso il Gruppo del Carega e curioso il fatto che da Cima Trappola non si riesca nemmeno a vederne un rifugio, fateci caso, si può scorgere solo  Malga Campobrun,  mentre il rifugio Pertica , Scalorbi e Fraccaroli restano nascosti.



Dato che ci siamo prefissati come nostra meta per la cena il Castel Gaibana, abbandoniamo Cima Trappola e imbocchiamo il sentiero che scende al Valon. 
Dopo qualche metro di discesa troviamo una brevissima deviazione che a destra conduce al vecchio cippo di confine tra Regno Lombardo Veneto e Tirolo, è il cippo n° 202 con incisa la data 1855. 


I cippi di confine sono gran parte numerati e in Lessinia troverete la numerazione che va dal 91 (ex 101) presente sulla statale 12 poco a nord di Ossenigo fino ad arrivare al n° 216 al Passo della Lora e ricalcano quello che è ora l’attuale confine provinciale tra Trento e Verona. 
Se l’argomento è di vostro  interesse vi suggerisco una letta all’ottimo libro di Laiti e Bottegal intitolato “Il confine fra la Casa d’Austria e la Repubblica di Venezia sulla Lessinia”.

Giunti al Valon la sorpresa, come l’analogo presente nei pressi di Bocca Gaibana, qui sotto ripreso in uno scatto notturno di Nicola , 
anche qua è stato posizionato un obice. Originariamente vi era una batteria di obici da 149 G puntati verso la Vallarsa mentre ora vedrete un obice da 100 mm ricalibrato in 105/22 mod 1914/61 Skoda.



Curiosa poi anche l’altra tabella illustrativa presente che spiega lo scopo di quell’accumulo di pietre presenti li vicino, non spoilero nulla e vi invito a passare così potete scoprirlo voi stessi. 

La fame comincia a sentirsi, pertanto proseguiamo, ci manca solo l’ultimo pezzo di salita che ci porta sopra al Castel Gaibana. 

Impossibile però non fermarsi prima una decina di minuti ad osservare i numerosi camosci. 



Sono loro i padroni qui delle aspre pareti rocciose a ridosso del Gaibana, e la scena che abbiamo di fronte non può che far ricordare proprio l’immagine del camoscio che ne da’ Erri De Luca nel libro “Il Peso della farfalla”: 

"Gli zoccoli del camoscio sono le quattro dita del violinista. Vanno alla cieca e non sbagliano millimetro. Schizzano su strapiombi, giocolieri in salita, acrobati in discesa, sono artisti da circo per la platea delle montagne. Gli zoccoli del camoscio appigliano l’aria. Il callo a cuscinetto fa da silenziatore quando vuole, se no l’unghia divisa in due è nacchera di flamenco. Gli zoccoli del camoscio sono quattro assi in tasca a un baro. Con loro la gravità è una variante al tema, non una legge." 

Arriviamo finalmente a Castel Gaibana e allestiamo il campo base per la serata alla terrazza panoramica.


D’altronde a mio avviso questo è l’unico posto decente per chi arriva quassù , sorvolo nel commentare il resto della zona, tra lo stato attuale di quel che rimane del rifugio Gaibana, l’impianto della seggiovia in disuso da anni e antenne varie non troverei nemmeno le parole. 

Fortunatamente invece la vista che si ha guardando verso nord fa dimenticare di cosa sta alle nostre spalle e non potete nemmeno immaginare quanto sia stato appagante bersi una birra coi colori accesi del tramonto. 


L’aria è piuttosto sferzante, il termometro del mio Garmin segna 11° gradi e ad essere onesti rimpiango di non aver messo nello zaino dei guanti leggeri, ma la zuppa di fagioli è pronta, ci pensa quella a scaldarci e dato che la pancia non è mai piena (almeno la mia) questo giro ci siamo pure concessi un bis con un risotto. 

Arriva purtroppo l’ora di partire, il sole è tramontato da un pezzo e si accendono le frontali. 
Ci aspetta la discesa,  visto il buio e il non poter rientrare troppo tardi ci resta solo l’alternativa di percorrere la pista da sci per raggiungere San Giorgio. 
Diversamente vi consiglio piuttosto di seguire il crinale dirigendovi verso ovest in direzione di Bocca Gaibana, un itinerario leggermente più largo ma sicuramente più appagante. 

Ci facciamo coraggio e varchiamo l’arco di uscita della terrazza panoramica, un passaggio vero e proprio per un altro mondo. Fortunatamente il buio nasconde il più dello scempio del Gaibana, resta solo la discesa della pista, lì le ginocchia non possono far finta di nulla e sentono ogni singolo passo, e così ricordo a Nicola che sta discesa mi sta sulle p***e farla quanto il sentiero 108 in salita delle creste del Carega :- D . 

Fortunatamente San Giorgio è li sotto, in poco meno di mezzora siamo nuovamente al parcheggio e pure stavolta si è fatto chiusura, ci sono solo le nostre 2 auto.

Traccia in formato gpx kml

Il percorso


Buongiorno a tutti, piccola nota di servizio.

Il team di Feedburner ha annunciato che il servizio di abbonamento via email a partire dal 1 luglio non sarà più disponibile. 
Di conseguenza il widget degli abbonamenti via email di lessiniagps.blogspot.com che vi permetteva di ricevere una mail ad ogni nuovo post pubblicato sarà disattivato.

Ma non preoccupatevi, per continuare ad offrirvi lo stesso servizio ho trovato già l'alternativa e quindi ecco il passaggio a Follow.it https://follow.it .
Per chi era in precedenza già abbonato alle newsletter non dovrà far nulla, tutti i precedenti iscritti continueranno a ricevere una mail ad ogni nuovo articolo che verrà pubblicato come è sempre avvenuto fino ad ora, noterete solamente un layout diverso e quindi non sorprendetevi.

Per i futuri nuovi lettori del blog che decideranno di rimanere aggiornati anche tramite le newsletter sarà ancora possibile farlo e basterà registrarsi semplicemente tramite l'apposito banner che trovate nel sito e che ovviamente è già sul nuovo servizio Follow.it.

Tra l'altro Follow.it ha delle funzionalità aggiuntive che non esistevano in Feedburner, alla pagina https://follow.it/lessiniagps?action=followPub&filter  potete  definire dei filtri che più vi aggradano e scegliere più canali di consegna, ad esempio ricevere le tue notizie tramite Telegram, e molto altre novità sono in arrivo.

A presto e come sempre buone camminate a tutti.

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Dal Grietz passando per i Dossetti , Malga Vigna - Malga Crenzi e giù verso quasi a contrada Scandole e rientro per Scalon e contrada Sauro

Distanza con altitudini: 8,3 Km
Dislivello massimo: m.333
Quota massima: m. 1372
Ascesa accumulata: --- m
Tempo medio di percorrenza: 2 h circa escluse soste


Qualche settimana fa avendo mezza giornata libera e vedendo il tempo che reggeva decidiamo all’ultimo io e mia moglie per un giretto in Lessinia. Dovendo rientrare per il primo pomeriggio scelgo di non spingermi tanto distante e per una località di partenza vicina e comoda da raggiungere quale è la località  Grietz.

Scelgo spesso il Grietz come punto di partenza , lo trovo comodo specie se si vuole puntare verso nord  zona Bocca di Selva come solitamente faccio (uno dei miei giri preferiti coi bimbi è raggiungere zona Folignani passando per  Malga Baston di Sotto) ma stavolta decidiamo per una tranquilla passeggiata in direzione Scandole, giusto per sgranchirci un po’ le gambe e soprattutto staccare la spina per qualche oretta.

E’ un percorso che consiglio in autunno e ad inizio stagione o per lo meno in orari consoni quando ancora non ci sono quelle giornate afose dato che a parte dei brevi tratti nel bosco poi si è sempre esposti al sole. 

Lasciata la macchina al parcheggio del Grietz dove è doveroso per chi non lo avesse ancora fatto dare un’occhiata alla famosa Giassara e alla ben fatta tabella che illustra l’antica attività di un tempo della produzione del ghiaccio,  

Giassara del Grietz



si imbocca la strada forestale che sale nella faggeta in direzione dei Dossetti. 


Poco prima della malga il capitello dedicato alla Madonna della Corona e fatto costruire dai coniugi Brutti e Leso emigrati in America del Sud nel 1884, fa da spartiacque se prendere per direzione Tinazzo/Zamberlini o se tenere la destra come decidiamo di fare.

Superato il cancello rosso arriviamo a malga Dossetti 

Malga Dossetti

qui la strada scende leggermente fino ad arrivare all'incrocio con il sentiero CAI n. 255 che ci porterebbe verso Malga Moscarda passando per la Baston di Sotto. 

Manteniamo la sinistra invece in direzione di  Malga Vigna , dopo pochi metri si può notare una bellissima nonché tipica strada delimitata da laste, è un tratto del sentiero che scenderebbe nuovamente verso contrada Tinazzo nonché anche parte del famoso sentiero E5.  Si prosegue stando sempre su strada bianca , stiamo in sostanza aggirando le contrade Zamberlini e Tinazzo ben visibili sotto di noi e arriviamo a malga Vigna. 

Malga Vigna

Qui non si può far a meno di osservare l’impressionante faggio secolare a guardia della malga, la cavità del suo tronco fa anche da riparo ad un piccolo presepe.



Malga Vigna è il punto più alto di questo itinerario, d’ora in poi fino a raggiungere contrada Scandole sarà tutta discesa. Proseguiamo e in pochi minuti tra timidi accenni di fioritura arriviamo così a Malga Crenzi, alle sue spalle in alto è ben visibile il Baito Magaello.

Malga Crenzi

Superata Malga Crenzi ci infiliamo sempre in discesa giù nel vajo immersi nel bosco. Questo è l’altro tratto dove troverete un po’ di ombra fino a giungere alla contrada Scalon. 
Poco prima di arrivare alle Scandole troverete sulla strada una vecchia malga. 


Qui si deve voltare a sinistra , sull’albero vicino alla pozza troverete chiaramente l’indicazione  per Scandole e dovrete superare poi il filo spinato messo a modo di cancello. 



Ci addentriamo sempre più nel bosco, 


qualche scoiattolo incuriosito ci osserva saltando tra un ramo e l’altro e arriviamo così in prossimità di contrada Rollo. Volendo qui, puntando proprio in direzione della contrada,  si potrebbe tagliare e arrivare nuovamente alle contrade Zamberlini Tinazzo ma decidiamo invece di proseguire tenendo la destra in direzione di Scalon.
Dopo qualche minuto di cammino il bosco comincia a diradarsi per lasciare spazio al pascolo e arriviamo così a Scalon. 

La contrada chiusa e di recente restauro ha al suo fianco una caratteristica chiesetta del 1837 costruita dalla famiglia Massella in segno di gratitudine per non aver contratto il temibile morbo asiatico, allora era il colera , oggi è il covid e in quel senso pare che i tempi non siano poi cambiati di molto.

chiesetta in contrada Scalon

La targa posta sopra l'architrave della porta recita:
"a perpetua memoria - Rocco e fratelli Massella - protetti dall'invasione del morbo asiatico - mostrano a Dio, a Maria ed a Santi - la loro gratitudine - coll'eriggere a proprie spese - questa chiesetta - nell'anno 1837. ^-^ e Giovanni Batista Schala - la regalato il posto.


Dopo una breve sosta continuiamo per qualche metro in direzione sud per svoltare quasi subito a sinistra verso est dove troviamo contrada Sauro. E’ una delle più antiche strutture e meglio conservate della Lessinia , la parte centrale infatti che è la costruzione più vecchia risale al 1400.  

Superato Sauro continuiamo a guadagnare quota risalendo la piccola valletta posta tra i Dossetti e Monte Valpiana e una volta sopra ci ritroviamo sulla stessa via percorsa qualche ora prima all’andata, siamo arrivati infatti nuovamente nei pressi di Malga Dossetti. 

Da qui in 15 minuti riscendiamo dal bosco per arrivare nuovamente al Grietz dove avevamo parcheggiato l’auto.

L’itinerario come avete intuito è una semplice e piacevole passeggiata che potete tenere in considerazione quando cercate un po’ di tranquillità e volete evitare il flusso di persone che generalmente optano per dirigersi verso Malga Moscarda/Bocca di Selva. Lo svantaggio è che non si hanno punti di ristoro , quindi in caso valutate di essere attrezzati con viveri propri se dovete pranzare/cenare, oppure fate come il sottoscritto , quando si è fatto una certa ho accelerato il passo per poter pranzare in tutta tranquillità e molto bene in un nuovo agriturismo aperto da poco a Bosco Chiesanuova. 

Buona camminata e alla prossima.
a

Si ritorna a   .....  
Inizio così, , ognuno ci metta quello che più sente suo perchè ci sarebbero tante di quelle cose da poter dire, sicuramente troppe da riassumere in una sola parola, in un unico aggettivo, ed allora ho deciso di lasciare in sospeso il tutto, almeno il titolo. 

D'altronde che dire, tralasciando ovviamente lo schifo della pandemia mondiale e di tutto quello che ne è conseguito in cui ci siamo di colpo trovati catapultati e di cui non voglio assolutamente dire nulla,  potrei iniziare a parlarvi dalle tante mail di stima ricevute, dal rammarico degli amici che di botto avevano visto la chiusura del blog e che lo avevano a cuore non solo per i contenuti ma soprattutto per quello che ha fatto nascere.  Non me l'aspettavo proprio!
 
E' bastato poi reincontrarsi , ormai una vita fa a dire il vero quando ancora i vari DPCM lo permettevano e non erano troppo restrittivi, ed è stato in quel momento conviviale con coloro che spesso condividono con me le scorribande e i momenti felici in Lessinia, e che ho conosciuto appunto proprio tramite il blog,  che ho capito una cosa. 
Senza "LessiniaGPS" tutto quello non sarebbe mai accaduto!  

E' stato un anno dove penso tutti ne siamo usciti piuttosto provati,   fisicamente  almeno per il sottoscritto perchè tra zona rossa e chiusure forzate varie, l'attività fisica ne ha molto risentito, il mio fondoschiena poi a causa dello smart working è stato più incollato ad una sedia che altro, ma soprattutto quello che più è stato messo alla dura prova è stato l'aspetto psicologico. 

Devo dire che risfogliare il blog che è il mio personale diario dei ricordi mi ha aiutato molto, mi ha fatto viaggiare almeno con la fantasia ripercorrendo camminate e rivivendo piacevoli emozioni e mi ha anche incentivato a programmare nuove escursioni. 

Quindi poco importa se non si ha il tempo per tenere attivo il blog con nuovi articoli,  proposte itineranti o altro, è comunque altrettanto importante tenerlo on line per quello che rappresenta ed ha raccontato fino ad oggi. 
 
Quindi eccomi di nuovo in rete, e già che c'ero con pure un tocco in più,  una nuova veste grafica più leggera e di facile lettura. 
Speriamo anche di trovare il tempo per nuovi contenuti, speriamo di ritornare alla normalità ,  un passo alla volta con calma si arriva lontano, come quando si cammina , e farlo in Lessinia ha tutto un altro sapore!

Un saluto a tutti!!
LessiniaGPS

(mail to: lessiniagps @ gmail.com )

 

10 anni fa esatti, in una notte afosa di agosto nacque l'idea del blog. 

Mi ricordo ancora, era una di quelle notti in cui la mente va a mille coi pensieri che non lasciano spazio al sonno. Fuori dalla finestra i pascoli dolci erano illuminati dalla luna piena, riuscivi a scorgere i profili sinuosi delle montagne con tutti i giochi d'ombra , era la Lessinia che stava chiamando.   

E' curioso, forse ci sarà qualche collegamento ancestrale,  che come allora,  stanotte ho preso un'altra importante decisione, quella invece di chiudere il blog!

Non so se sarà una decisione definitiva o temporanea dettata più da una sensazione del momento, solo il tempo lo dirà.

Ringrazio tutti quelli che in questi anni sono arrivati qui e speso anche solo un minuto del loro tempo tra queste pagine, spero che abbiate trovato quello che cercavate o per lo meno scoperto un angolo della nostra bellissima terra che non conoscevate, lo scopo era quello!

grazie a tutti!! tschao!

LessiniaGPS

(mail to: lessiniagps @ gmail.com )


Valle delle Sfingi – Malga Buse di Sopra – Sengio Rosso – Kuneck - Camposilvano.

Ciaspole neve permettendo

Distanza : 6,5 Km
Dislivello massimo: m.670
Quota massima: m. 1322
Ascesa accumulata: -- m
Tempo medio di percorrenza: 3h scarse escluse soste


"L'attesa del piacere è essa stessa il piacere".

Inizio così,  con questa citazione perchè era da un po' che l'aspettavo, aspettavo la neve, aspettavo soprattutto da tempo di ripetere un'uscita con gli amici, e finalmente quando anche la Dama Bianca ha ricoperto i dolci pendi della Lessinia è arrivata la serata giusta.

Quindi senza poi tanto perdere tempo, un giro di messaggi in whatsapp, ciaspole in macchina e parto con gli amici fidati per una ciaspolatina serale al chiar di luna.
Che poi di fatto, non era proprio al chiar di luna e visto la pesantezza del mio zaino nemmeno una ciaspolata, tant'è che ho preferito non usare le ciaspole ma solamente i ramponcini,  questo è un altro discorso. Sinceramente e penso che ormai un po' mi conoscete, poco me ne importa della "prestazione atletica" e sposo più la filosofia dello "slow trekking",  il camminare lento per gustarsi fino a fondo ogni secondo trascorso in Lessinia e scoprirne anche i suoi più piccoli dettagli.


Parco delle Cascate di Molina

Mancavo da un po' sul blog, ero così preso da altre faccende che non mi ero accorto di quanto tempo fosse passato dai miei ultimi racconti, ma ora ritorno a scrivere proprio perchè in questi giorni il tempo non bisogna lasciarselo tanto scappare ma occorre saperlo cogliere all'istante.

Ora nonostante l'inverno si lasci un po’ a desiderare per via di neve che tarda ad arrivare (riusciremo mai a ciaspolare in Lessinia quest'anno?!?),  e sembra che quindi non ci sia granchè di nuovo da scoprire, ecco che vi è la possibilità di vedere qualcosa sotto una veste diversa e insolita.

C'è un parco a due passi da Verona immerso nella bellissima vallata della Valpolicella poco sopra a Fumane, conosciuto ai più e frequentatissimo in estate, che in questi giorni sta assumendo un fascino particolare.
Le fresche acque che alimentano rigogliose la valle dei mulini hanno ora rallentato il loro corso adeguandosi al lento scorrere dell'inverno. Il tempo si è fermato, più propriamente congelato.


Ciao a tutti, 
in attesa della neve e di aprire così la stagione delle ciaspolate un breve post preparatorio alle nostre escursioni.  

Sempre più spesso mi chiedete delle mappe vettoriali free da installare sui gps Garmin per evitare così di andare sui prodotti a pagamento quali potrebbero essere le Trekmap o le Transalpine di Garmin.
La mia risposta è sempre la stessa, ed è quella di orientarsi sulle ottime Open Street Map (OSM). 
Ne ho parlato spesso di queste OSM, se non sapete ancora cosa siano trovate informazioni in un mio vecchio post OpenStreetMap.


Ed eccoci finalmente qui con il primo grandioso progetto dell'Associazione Culturale Luxinum!

È un LIBRO interamente dedicato al territorio della Lessinia. Fotografia del territorio, a colori e in bianconero! Fauna! Flora! Poesia! Scultura! Pittura! Un mix di arte contemporanea rivolto alla descrizione, attraverso le diverse forme di espressione, di ciò che questo territorio imprime nelle realizzazioni dei vari autori. È sicuramente un viaggio, nel quale vorremmo portarvi per mano, soffermandoci insieme, pagina dopo pagina, su sensazioni-emozioni, provate da ognuno di noi nel momento creativo di ogni opera. Sei mesi di lavoro, per la raccolta del materiale, per l'organizzazione, per la ricerca degli sponsor, indispensabili per la riuscita del progetto.


Sicuramente il Garmin GPS serie 62 è uno dei prodotti più riusciti della linea “outdoor” di Garmin , è risultato infatti essere il gps ideale per chiunque pratichi attività all’aperto  in quanto ha saputo coniugare perfettamente le esigenze di trekkers, bikers, geocachers con caratteristiche fondamentali quali quelle dell’affidabilità, della robustezza, dell’ottima ricezione e il tutto senza rinunciare ad una discreta durata delle batterie.



Ma la tecnologia non si ferma (e nemmeno il mercato!?!?!)  ed ecco che il Gpsmap 62, nato dalle ceneri di quanto di buono aveva il suo predecessore 60csx a breve passerà il testimone al nuovo arrivato Garmin Gpsmap 64, che ne prende indubbiamente quanto di buono ha e ne migliora ulteriormente le caratteristiche.

Sono convinto visto le premesse lette in rete che il nuovo Gpsmap 64 non faticherà  a diventare per molti  il gps preferito di casa Garmin.

Il Gpsmap 64 nell’aspetto si presenta identico alla serie 62 ma ha un’importante novità. Una delle caratteristiche fondamentali che lo differenziano è la predisposizione alla ricezione anche del segnale Glonass.
  
Il GLONASS (GLObal NAvigation Satellite System) è un sistema satellitare di posizionamento globale realizzato dall’ Ex Unione Sovietica.   Il primo lancio risale ad ottobre del  1982 con Kosmos -1413 e vede attualmente in orbita 28 satelliti di cui 24 operativi (dati forniti da http://glonass-iac.ru/en/index.php).

Senza addentrarci molto nell’argomento quale è il vantaggio nella vita reale di tutto questo?


Negli ultimi mesi la mia "attività escursionistica" ha avuto un'evoluzione, ho cambiato il mio approccio e il modo di relazionarmi alla montagna, alla Lessinia in particolar modo.

Parlando con diversi affezionati al blog sembra però agli occhi di molti più un'involuzione! In effetti non più km di sentieri messi sotto ai piedi,  pochi itinerari da condividere sul blog, nessuna nuova traccia gps da scaricare. 
Dati oggettivi alla mano sembra proprio così, ma lo è veramente?


La fotografia si sposa bene all'escursionismo, abbini la passione del camminare in Lessinia con quella di fotografare cosa vedi passo dopo passo. Le due cose possono andare tranquillamente a braccetto.


Fino a poco tempo fa per me l'importante era quindi camminare, andare, vedere e scoprire. La camminata oltre a essere una valvola di sfogo dallo stress quotidiano assumeva spesso i profili di un gesto atletico. La macchinetta fotografica era più un ammenicolo che mi portavo appeso al collo che fungeva da strumento per documentare, per fare foto ricordo della camminata fatta e null'altro.

Camminavo e mi guardavo attorno, ma non osservavo.  Uscire e guardare con "occhio fotografico" invece è tutt'altra cosa. Acquisisci più consapevolezza di quello che ti circonda, capisci che un'alba e un tramonto non sono mai identici, mai banali, e che gli stessi luoghi visti e rivisti un migliaio di volte assumono aspetti molto diversi al variare della luce. 

un tramonto in Lessinia


E finalmente ci siamo, da questa settimana la nota Casa Editrice Tabacco inizierà la distribuzione della nuova mappa 059 Monti Lessini   Lessinia.


La mappa topografica è stata realizzata con la collaborazione del Parco Regionale della Lessinia, delle Comunità Montane e delle sezioni CAI, e sarà ovviamente in scala 1:25000 con il consueto reticolo chilometrico WGS 84.

Ora non vedo l'ora di avere tra le mani la mappa topografica della mia tanto amata Lessinia, e poi proprio una carta Tabacco che da sempre apprezzo per la loro precisione e qualità.
Sicuramente non si rimarrà delusi!! Stay tuned !!
Chi mi conosce da un po' sa che non sono un sostenitore accanito dell'utilizzo di smartphone come gps.
Trovo che questi, seppur ormai sempre più avanzati e tecnologici , con display enormi da fare invidia  e processori con frequenze hertz più alte addirittura del mio pc di casa, non possono sostituirsi ad un gps nato e pensato esclusivamente per un utilizzo outdoor.
Robustezza, affidabilità, e autonomia di batterie che trovo nel mio fidato Garmin non sono mai state eguagliate dai vari telefoni che ho avuto, ma ammetto anche di aver sempre posseduto smartphone di fascia bassa dove pure la ricezione satellitare era carente.
Daltraparte che questo fosse un loro limite era noto anche ai produttori e non per nulla si è poi pensato di sfruttare comunque le loro potenzialità,  ma tenendo anche in mente certi requisiti che i gps da outdoor devono avere, ed ecco quindi che sono usciti sul mercato anche palmari/smartphones con uno stile più "rugged".
Tuttavia nonostante tutto non mi sento di bocciarli in toto perchè hanno pur sempre dalla loro un punto forte, più di certi gps nativi, ovvero  il software che vi si può installare. 

Tra i vari programmi gratuiti ne spicca uno in particolare che gira su piattaforma Android che si chiama  Oruxmaps e che reputo essere uno dei migliori tra quelli che ho provato, testati comunque per i motivi di cui sopra  più per la curiosità che altro possedendo già un gpsmap serie 62, il top di gammma di casa Garmin.


Potete installare Oruxmaps, arrivato alla versione 5.5.11,  scaricando la app  dal market Play Store oppure direttamente prelevandola dal sito ufficiale http://www.oruxmaps.com/. A questo indirizzo  http://www.oruxmaps.com/oruxmapsmanual_it.pdf  invece potete reperire il manuale in italiano.


Mulin del Cao – Vajo delle Scalucce – Spiazzo - Cerna – Val Sorda - Mulin del Cao.

Distanza con altiduni: 11,6 Km
Dislivello massimo: m.670
Quota massima: m. 795
Ascesa accumulata: -- m
Tempo medio di percorrenza: 4h 30' circa escluse soste


Ringrazio gli amici Marco e Stefano, compagni spesso di uscite,  che sono sempre disponibili a condividere sul blog le loro escursioni.

L'itinerario che hanno fatto quest'estate, potrebbe sembrare la copia del giro dell'altra volta, quello in Val Sorda, ma si risale il vicino Vajo delle Scalucce, percorso dal Progno di Breonio, molto simile a quello solcato dal Rio Mandrago ma sicuramente con meno passaggi difficili.

Sicuramente questa non è la stagione migliore per andare,  ma anche in questo periodo offre bellissimi scorci paesaggistici con le sue numerose cascatelle.  Infine vi ricordo che alcuni tratti possono risultare insidiosi da percorrere, specie se è piovuto nelle ore precedenti, quindi  occorre prestare sempre la massima attenzione.



Vi lascio al racconto di Marco sempre ricco di aneddoti curiosi.

Sega di Ala – Villaggio San Michele - Busoni - Malga delle Cime - Denti della Sega - Malga Pealda - Malga Fratte - Sega di Ala.


Distanza con altitudini: 11,7 Km 
Dislivello massimo: m.693 
Quota massima: m. 1479 
Ascesa accumulata: --- m 
Tempo medio di percorrenza: 4 h 15" circa escluse soste

Un itinerario non certo alla portata di tutti, non tanto per la visita ai famosi "Busoni" che avviene sulla comoda vecchia strada militare, e quindi adatta a chiunque, ma per l'impegnativo percorso che si affronta poi attraversando i Denti della Sega. 

Il sentiero dei Denti della Sega è molto tecnico con sali e scendi che richiedono sempre passo attento e sicuro, giacché segue la cresta e in certi momenti passa rasente ai strapiombi che si affacciano sulla Val d'Adige divenendo quindi esposto. 
 
I Denti della Sega, sullo sfondo il M.Baldo

Sembra di avere poco a che fare con il paesaggio generalmente dolce della Lessinia, per lo meno di quella centrale e orientale,  battuto da miriadi di sterrati e facili sentieri che si prestano a numerose passeggiate tipiche dell'altopiano.


San Giorgio – sentiero 250 strada dell'Alta Lessinia - Bocca Gaibana - sentiero di confine - Cima Sparavieri - Cima Mezzogiorno - Malga Scortigara di Cima - Podesteria - Pozza Morta - sentiero 250 - San Giorgio.

Distanza con altiduni: 15 Km
Dislivello massimo: m.835
Quota massima: m. 1799
Ascesa accumulata: --- m
Tempo medio di percorrenza: 4h 30' circa escluse soste


Dopo un periodo di inattività "editoriale" torno a pubblicare qualcosa sul blog.
Fortunatamente non è che in questo periodo di assenza abbia fatto a meno di bazzicare in Lessinia anzi, penso di averla frequentata come non mai, ma non ho più inserito nulla di nuovo perchè semplicemente sono sempre stato in zone già note (inutile proprorre mille varianti di giri in parte già calcati) e poi perchè ultimamente mi ero dedicato più a fotografare che a camminare.

Ieri sono però ritornato in Lessinia alla vecchia maniera, e ora sono qua a trasmettervi le mie emozioni non attraverso la fotografia ma raccontandovi una mia camminata, in fondo forse è quello che mi riesce meglio. Spero che leggendo queste 4 righe sbilacche un po' voglia di ripercorrere questo itinerario vi venga, ho preso e messo da parte la fotografia "impegnata", solo "scatti volanti" e ho camminato su e giù per i splendidi pendii, tra camosci, mucche al pascolo e malghe.



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