venerdì, gennaio 21

A caccia di tracce



Si  lo devo ammettere,  il titolo inganna,  ma questa volta file track , gpx , waypoint e chi più ne ha più ne metta non c’entrano proprio nulla,  ma sempre di tracce si tratta, ovvero le tracce animali! 

Camminare, oltre ad essere una sana attività fisica,  è soprattutto la possibilità di vivere in mezzo alla natura, di cogliere le sue bellezze e goderle con l’intento di ammirare tutto ciò che essa ci offre,  quindi per una volta il gps le  lasciamo da parte perchè oggi seguiremo altre "piste".


La montagna d’inverno nonostante le condizioni climatiche non siano proprio più favorevoli, è ricca di vita e di tracce lasciate da chi non è andato ancora in letargo o non ci andrà proprio.

La neve è caduta  e il manto bianco riveste ogni cosa, la foresta si addormenta cercando di conservare energie per superare la pausa invernale. Anche molti piccoli mammiferi sono in letargo mentre diversi uccelli sono partiti da tempo verso luoghi più caldi.
Tuttavia, c’è anche chi rimane, si tratta di carnivori, ungulati, roditori e diversi uccelli.
Durante la loro costante attività alla ricerca di cibo questi animali lasciano tracce, così, dopo una bella nevicata, non c’è niente di meglio che inforcare le ciaspole e avventurarsi sulla distesa bianca, alla ricerca dei segni lasciati da questi animali e dedicarci allo snow tracking.

L’attività di  “cercatore di tracce” però, specialmente all’inizio può essere piuttosto deprimente.
Spesso infatti le impronte sono confuse, la pista si interrompe o sembra perdersi, e attorno  non si scorge segnali di vita.

Bisogna avere pazienza e camminare con calma e silenziosamente, gettando sempre uno sguardo ben oltre il sentiero che si percorre. Non ci vorrà molto per trovare i segni del vagabondare di qualche mammifero.

Anche se a prima vista possono sembrare molto simili tra loro, questi segni hanno una firma precisa.
Ci sono animali che appoggiano tutta la pianta del piede (Orso e Tasso) altri solo le dita e hanno dei cuscinetti plantari (Volpe, Lince, Lupo). Altri, infine, specializzati ad appoggiare solo il terzo e quarto dito (Camoscio, Stambecco, Cinghiale).


Gli ungulati, per esempio, lasciano la caratteristica traccia del piede “fesso”, con i due zoccoli ben separati.
Molto semplice distinguere il cinghiale, grazie alle evidenti dita mediane a lato dell’impronta, che invece mancano nel cervo e nel capriolo.
Tra questi il primo lascia un’impronta più compatta, con zoccoli molto ravvicinati, mentre il secondo ha dita separate e sottili, come per il camoscio.
Semplice invece, riconoscere il passaggio della lepre che nel suo procedere a balzi lascia sul terreno l’inconfondibile sagoma a Y, dove i vertici superiori della lettera sono il segno lasciato dalle zampe posteriori, parallele e ben distanziate tra loro, mentre la stanghetta inferiore è la traccia lasciata dagli arti anteriori, posizionati uno dietro l’altro.

Non crediate però che, una volta riconosciuta la specie, sia facile seguire le piste.
Alcuni mammiferi attuano veri e propri depistaggi per confondere l’inseguitore.
Le lepri, a volte, tornano sui propri passi o fanno busche variazioni di direzione, saltando su superfici prive di neve, tronchi o cespugli, senza lasciare impronte in giro. Lo scoiattolo è ancora più elusivo: molto spesso, quando un individuo esperto esce dalla sua tana nell’albero, percorre diversi metri sui rami o salta sugli alberi vicini prima di scendere in modo da non svelare la posizione del proprio rifugio.

Ma non pensate che le impronte sulla neve siano gli unici segni del passaggio di questi animali.
I segni sono dappertutto ma ci vuole un occhio esperto per  scoprili. Ecco che  quindi  su qualche corteccia è possibile scorgere delle striature prodotte dai caprioli, che si strofinano sugli alberi e marcano così il territorio. Per non parlare poi di quei ciuffetti di pelo che si trovano ogni tanto impegnati nel filo dei reticolati lasciati dal passaggio di qualche volpe.
Poi ovviamente ci sono gli escrementi, che sono una vera e propria miniera di informazioni., che oltre a svelarci di che animale si tratta, ci dice anche se il transito è recente e cosa ha mangiato.

Ecco allora un breve riepilogo delle orme che potremmo incontrare.




SCOIATTOLO
Sciurus vulgaris

È presente nelle zone collinari e montane e spesso anche in pianura, nei boschi meglio conservati.
Dʼinverno riduce molto lʼattività, ma quasi tutti i giorni scende dallʼalbero nel quale si rifugia per fare provviste.
 
ORME  Zampe e unghie molto lunghe. A terra lo scoiattolo si muove a balzi e le impronte formano dei caratteristici trapezi di
circa 12 cm di base. Muovendosi a salti le zampe anteriori si posano una vicino all'altra con le dita ben divaricate; quelle posteriori, anch'esse a dita allargate, toccano terra appena davanti alle anteriori, a volte leggermente all'esterno. Misurano: le anteriori 3cm x 2cm, le posteriori 4cm x 2.5cm.



LEPRE
Lepus europaeus

Comune in tutta Italia, passa lʼinverno in nascondigli sotto terra da cui esce spesso per alimentarsi. 

ORME Le zampe sono pelose e lasciano unʼimpronta molto confusa.  Ben più  caratteristica è la pista, prodotta a balzi e con la tipica forma a Y, con le zampe anteriori che si appoggiano una dietro l'altra e le posteriori che si appoggiano sempre davanti alle anteriori, in posizione parallela.



VOLPE
Vulpes vulpes

È tra i carnivori più comuni e diffusi in Italia.  Dotata di una straordinaria capacità di  adattamento anche in aree antropizzate,  si rinviene in quasi tutti gli  habitat, dalla pianura fino allʼalta montagna. Sempre attiva, si muove più che altro di notte. 

ORME Impronta molto  simmetrica, simile a quella del cane e del lupo.  Tuttavia, le dita laterali della volpe sono più separate, e per i segni più lunghi lasciati dalle unghie.rispetto a quelle degli altri canidi. Misura mediamente 6,5 cm di lunghezza e 4,5 di larghezza. Spesso pone la zampa posteriore nell'impronta lasciata dalla zampa anteriore producendo quindi una traccia che sembra la successione di una singola orma.



GATTO SELVATICO
Felis sylvestris

Sempre attivo anche nei  mesi più freddi e con una predilezione per le ore notturne, è certamente presente nelle alpi e prealpi orientali, nellʼAppennino Centro-Meridionale, in Sicilia e, con la sottospecie libyca, anche in Sardegna. 

ORME Impronta molto  regolare, senza tracce di unghie. Quelle del gatto domestico sono in genere più piccole di 1/4, ma è molto difficile trarre conclusioni. Lunghezza 3-4 cm.




CINGHIALE
Sus scrofa
Presente in gran parte degli ambienti collinari e di bassa montagna.  Attivo tutto lʼanno, lascia tracce sul terreno. Oltre alle impronte non mancano mai i segni del  “grufolamento”, con ampie porzioni di terreno dissodato per la ricerca di tuberi, radici e funghi.

ORME Inconfondibile tra gli ungulati: gli speroni laterali sono marcati, soprattutto negli animali più grandi e anziani. Lunghezza 6-9 cm.




TASSO
Meless meles

E' il solo rappresentante della famiglia dei mustelidi ad avere un'aria tozza: corpo massiccio, zampe robuste e coda corta.
La testa è bianca, con due righe nere evidenti, che partono leggermente sopra il muso inglobando occhi ed orecchie e che rendono questo animale inconfondibile. In Italia è diffuso in tutta la penisola ma non in Sicilia e in Sardegna.

ORME L'orma e` schiacciata di 5-7 cm x 4 cm circa. Mostra artigli molto visibili e cuscinetti delle dita allineati e paralleli tra loro . Le orme anteriori lasciano impressi i segni delle unghie per circa 2-3 cm, quelle posteriori solo per 1 cm.




MARTORA
Martes martes

Bellissimo mustelide, legato alle foreste ad alto fusto di conifere. Si può incontrare anche in altri boschi, ma è sempre molto
localizzata. La faina, sua parente stretta, predilige invece ambienti collinari le campagne, anche vicino allʼuomo.


ORME Le zampe della martora sono ricoperte  da una fitta pelliccia, il che rende difficoltoso il riconoscimento dei polpastrelli. Le impronte possono ricordare quelle della volpe ma nei mustelidi sono più asimmetriche e arrotondate, con traccia del dito interno, il pollice, appena  accennata. In più, la pista di questi animali è sempre irregolare, con continui cambi di passo e  impronte spesso sovrapposte. Lunghezza 3-4 cm.


CAPRIOLO
Capreolus capreolus
Tipico abitante del  bosco, dalla pianura fino alla media montagna. 
Si incontra in tutto lʼArco Alpino, soprattutto nel settore  centro-orientale. 
E' molto diffuso anche lungo la dorsale  appenninica, dalla Liguria fino alla Calabria.  

ORME Simili alle impronte del cervo. Tuttavia, gli zoccoli sono molto più appuntiti. Lunghezza 4-5 cm.





CAMOSCIO
Rupicapra rupicapra

Presente in tutto lʼArco Alpino, ha una  predilezione per gli ambienti di alta quota, ma dʼinverno si può incontrare molto più in basso, anche nelle zone collinari del fondovalle.
ORME Ha zoccoli allungati e rettilinei che lasciano un'impronta rettangolare di circa 6 cm x 3,5-5 cm ed elastici al punto da sembrare separati. Al passo l'orma lasciata dalle zampe posteriori si sovrappone quasi completamente a quella delle zampe anteriori.



CERVO
Cervus elaphus
 

Predilige le foreste di faggio, ma si può incontrare anche a quote più basse, soprattutto in inverno

ORME Classica impronta di ungulato con zoccoli grandi e robusti. Le dita laterali sono visibili solo quando lʼanimale salta. Lunghezza 6-12 cm.






GALLO CEDRONE
Tetrao urogallus

È il più grande dei tetraoni: misura in lunghezza da sessantacinque a settanta centimetri, in apertura alare un metro e trenta, ha ali di quaranta centimetri, coda di trentacinque, e pesa dai quattro ai cinque chilogrammi. In Italia la specie è estinta sulle Alpi centrali ed occidentali mentre è ancora presente nelle zone montuose di Veneto, Trentino-Alto Adige e Friuli.
Il cedrone oltre che molto raro è un animale che ama il folto del bosco e la tranquillità più assoluta ed è quindi molto difficile sorprenderlo allo scoperto, salvo in rari e fortunati casi.
 
ORME : l'orma del maschio è lunga di norma 8-12 cm e larga 7-11. Le impronte delle dita esterne sono molte aperte e formano un angolo di quasi 180°. Anche il dito posteriore si imprime con chiarezza ed è lugo 2,5-3 cm mentre il dito mediano oscilla tra i 6 e i 7 cm di lunghezza.  L'orma della femmina è simile d'aspetto ma circa 1/3 più piccola.




FAGIANO
Phasianus
Il Fagiano è un nome generico dato ad un gruppo di uccelli appartenenti alla famiglia dei Phasianidae
Sul terreno si muovono adagio e con circospezione, con il collo rattratto e la bella coda sollevata in modo da evitarle ogni danno a contatto col terreno, e, se devono affrettare l'andatura, piegano il capo più in basso, alzano maggiormente la coda e si aiutano, se è necessario, con le ali; posati sugli alberi, si mantengono dritti e lasciano penzolare quasi verticalmente la lunga appendice.
 
ORME Il fagiano ha il piede allungato: il dito centrale misura 5-6 centimetri, mentre quelle esterne 3,5-4 e quello posteriore 1-2. L'orma è quindi lunga 6-8 centimetri e larga 7-8.







Tratto da Natura n° 6 / 2009