lunedì, febbraio 14

Corno d'Aquilio II, il "mostro" e l'abisso.

Trekking

Parcheggio in prossimità di Contrada Tommasi, in direzione nord ovest per il sentiero 250, Spluga della Preta, cima Corno d'Aquilio e ritorno per Pealda Bassa.


Lunghezza: 8,2 Km
Dislivello: m. 405
Quota massima: m. 1538
Tempo medio percorrenza: 3h 30m


Ringrazio l'amico Franco che ha voluto condividere col blog una delle sue ultime camminate  fatte , accompagnato dal suo nuovo acquisto Oregon 450,  per il quale tanto mi tormenta per capirne il suo funzionamento !! Eh Eh !! battute a parte lo ringrazio ancora per aver messo a disposizione di tutti la sua escursione.

Il suo racconto:


Potremmo chiamare questa escursione la passeggiata col mostro e con l'abisso,  ma in realtà si tratta di una camminata piacevole, molto bella ed adatta ad ogni "gamba", anche di bambino. 

La cima del Corno d'Aquilio è uno sperone che si affaccia alto e solenne sulla Val d'Adige tra Verona e Trento.  Il sentiero (contrassegnato con il numero E/7 ed anche 250) si stacca da una comoda strada di avvicinamento asfaltata, poco distante da dove si può parcheggiare l'automobile  in Contrada Tommasi a  Fosse di Sant'Anna d'Alfaedo. 

Iniziato il sentiero, ci si inerpica lungo una salita ben segnata che per circa una ventina di minuti è leggermente impegnativa. Poi, arrivati al mostro, un tronco caduto intagliato con sembianze da dinosauro,  la salita si fa più agevole per sbucare in un ampio prato da dove si può godere di un bellissimo e soleggiato panorama, dal Baldo al Carega. 

Da lì si scorge il recinto in lastre di pietra che protegge la cavità detta "Spluga della Preta"  un abisso carsico tra i più profondi d'Europa! 
Data un'occhiata in giro alla Spluga, alla vecchia stazione della Finanza, (da qui passava il confine dello stato), ed alla chiesetta, si può proseguire per la vetta che si raggiunge in circa 20 minuti. 

La cima è sormontata dalla  Croce in ferro con varie targhe commemorative. Purtroppo l'incuria e la maleducazione di non pochi escursionisti ha trasformato la cassettina per le elemosine alla base della Croce in un ricettacolo di immondizia! Mi raccomando , non fate come il sottoscritto, non dimenticatevi della cache GC2EAKC.

Il panorama è mozzafiato, a strapiombo letteralmente sulla Val d'Adige e in fondo sul lago di Garda che si intravede a sud. Dopo la meritata sosta e scattate le foto di rito ci si può avviare per il ritorno che si può compiere o sui passi a ritroso calcati per l'andata, o se si desidera una nuova via, percorrendo una andatura facile, ma non segnata, al di sotto della Spluga in direzione ovest fino a giungere attraversando i prati ad una valletta dalla quale si intravede la strada carrabile che, raggiunta, ci conduce un circa un paio di km al punto di partenza. 

Davvero una bella gita, con un panorama fantastico ed uno sforzo tutto sommato contenuto.  un MUST DO!

Traccia in formato gpx kml trk plt

Il percorso




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